Glaucoma e maculopatie: attenti ai segnali delle malattie più frequenti degli occhi

La Stampa del 02/11/2021

 

Sono tra le malattie oculari più diffuse, soprattutto dopo i cinquant’anni. Come fare prevenzione e conservare una buona qualità di vita.

 

La disabilità visiva è una condizione abbastanza frequente. Secondo i dati dell’Oms colpisce 253 milioni di persone nel mondo e si può prevenire o trattare in più dell’80% dei casi. I dati riportano in Italia una stima di quasi 1,5 milioni di ipovedenti e 220.000 non vedenti. Ma quali sono le patologie più frequenti che interessano la salute dei nostri occhi?

 

“Abbiamo diverse patologie che possono essere responsabili della perdita o della riduzione dell’acuità visiva”, spiega Michael Allkabes, dirigente medico presso l’Ausl di Rimini e specialista della piattaforma di telemedicina Doctorium. “Le principali sono il glaucoma, una malattia oculare grave che provoca la progressiva distruzione del nervo ottico con conseguente perdita del campo visivo, e le maculopatie, il cui termine racchiude tutte le malattie che colpiscono la parte centrale della retina che viene chiamata macula e che ci permette di vedere i dettagli e i colori del mondo che ci circonda nel modo più nitido. Se però si ammala la visione potrà diventare sfocata e distorta. Le persone che ne sono affette hanno grosse difficoltà nella lettura, nella scrittura, nel disegno e nel cucito”.

 

I vari tipi di glaucoma

Esistono quattro tipi di glaucoma nell’adulto, che si verificano tipicamente nelle persone di età superiore ai 40 anni: il glaucoma primario ad angolo aperto; quello primario ad angolo chiuso; quello secondario ad angolo aperto e quello secondario ad angolo chiuso. Ma cosa vuol dire “angolo aperto” e “angolo chiuso”?

“In condizioni di normalità – spiega Allkabes – all’interno dell’occhio vi è un liquido che si chiama umore acqueo che viene continuamente prodotto e riassorbito. Se si blocca il “canale di scarico” di questo liquido – nell’angolo formato dalla cornea e dall’iride – la pressione all’interno dell’occhio tende ad aumentare provocando così lesioni sulla testa del nervo ottico ovvero a livello della papilla ottica. Nell’occhio esistono meccanismi di regolazione che tendono a mantenere più o meno costante il limite della pressione intraoculare. Nella forma “ad angolo aperto” il fluido riesce a passare ma lo fa troppo lentamente e ciò provoca l’aumento della pressione intraoculare e di conseguenza il danno sul nervo. Invece, nella forma ‘ad angolo chiuso’ il sistema di drenaggio dell’occhio si blocca improvvisamente a causa della chiusura dell’angolo formato tra la cornea e l’iride e la pressione aumenta rapidamente”.

 

Come distinguere tra i vari tipi di glaucoma

Quando si sviluppa il glaucoma ad angolo aperto il paziente è spesso asintomatico fino a quando il danno al nervo ottico non è grave, a meno che non vengano riconosciuti segni di glaucoma precoce durante un esame oculistico di routine. “Il glaucoma acuto ad angolo chiuso, al contrario, può svilupparsi improvvisamente e provocare un declino più rapido della vista con associato edema corneale, dolore oculare, cefalea, nausea e vomito. Il glaucoma secondario, invece, è solitamente correlato a una precedente lesione oculare o ad una malattia sistemica, che causa un’elevata pressione intraoculare e la relativa neuropatia ottica”, spiega l’oculista. Purtroppo, il glaucoma non si può prevenire però si può diagnosticare precocemente sottoponendosi alla visita oculistica e si può evitare la sua progressione grazie all’impiego di farmaci, al trattamento laser del glaucoma o ad interventi chirurgici.

 

Le maculopatie

La forma più comune di maculopatia è sicuramente la degenerazione maculare legata all’età, detta DMLE, legata appunto ai processi di invecchiamento. “La malattia – spiega  Allkabes – causa una grave riduzione dell’acuità visiva e, quindi, compromette la qualità di vita. Si stima che il 5-10% della popolazione oltre i 75 anni ne sia colpita. Può essere secca oppure umida. Nella forma secca si formano sulla retina degli accumuli di scorie di cellule che possono riassorbirsi oppure calcificarsi. Nella forma umida invece si formano dei nuovi vasi sotto la retina che ne causano il danneggiamento”. Oltre alla maculopatia senile, c’è anche la maculopatia miopica che colpisce chi è affetto da miopia grave. “La miopia è un difetto di rifrazione. L’immagine di oggetti lontani si forma nell’occhio al davanti della retina rendendo la loro visione indistinta. Tutto ciò è dovuto all’eccessivo allungamento assiale del bulbo oculare. Tale condizione può provocare la separazione degli strati retinici nella macula e un conseguente accumulo di liquido sottoretinico”, prosegue lo specialista.

 

La maculopatia diabetica

La maculopatia diabetica invece si sviluppa tipicamente nei pazienti affetti da diabete mellito. L’iperglicemia determina la formazione di prodotti finali della glicazione avanzata (AGE). Quest’ultimi sono osmoticamente attivi e possono essere responsabili dell’accumulo di liquidi nella macula. L’iperglicemia provoca poi anche l’interruzione della barriera emato-retinica (BRB). “Questo è molto probabilmente il punto cruciale nella patogenesi dell’edema maculare associato al diabete”, chiarisce Allkabes. “Infatti, la rottura di questa barriera provoca l’accumulo di fluido intraretinico e/o sottoretinico. In situazioni più gravi, si può verificare la rottura della retina e il suo successivo distacco che ovviamente se non operato porta alla cecità”.

 

Il pucker maculare

Esiste un altro tipo di maculopatia, quella che origina dai rapporti che la retina intercambia con il corpo vitreo, una specie di ‘gel’ che riempie la cavità più grande e profonda dell’occhio e che mantiene turgido il bulbo oculare e serve inoltre a mantenere la retina ben accollata alla superficie interna dell’occhio. “In alcune condizioni – spiega l’oculista – i rapporti tra retina e corpo vitreo degenerano, dando luogo alla cosiddetta sindrome dell’interfaccia vitreo-retinica (detta anche pucker maculare) in cui si forma una specie di pellicola tra corpo vitreo e retina che deforma il profilo retinico creando ondulazioni che alterano così la visione”. Il paziente lamenta una distorsione dei profili delle immagini che vede, associato nelle forme più gravi ad una sensibile diminuzione dell’acuità visiva. A volte è tale la trazione da determinare un vero e proprio foro maculare o un sollevamento retinico dall’aspetto sieroso con perdita della vista centrale. Come si cura? “Qualora la vista sia effettivamente danneggiata, sarà opportuno rimuovere chirurgicamente le forze di trazione vitreale, grazie ad un intervento di chirurgia minivasiva, di alta precisione, aiutandosi con tecnologie e strumentazioni avanzate”, conclude l’oculista.

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