Arrivano “WeGlad” e”Novis games”

Vetrina al villaggio ATP per alcune delle idee che cercano di realizzare inclusione a persone con disabilità o fragilità. C’è anche Novis games, la app che crea videogame per ipovedenti.

TORINO. Bastano dieci centimetri per chiamarla barriera? Per chi si muove su una carrozzina (o spinge un bimbo su un passeggino), la risposta è assolutamente sì. Sulla strada, dentro gli edifici o a bordo dei trasporti pubblici. Un gradino, una strettoia: basta davvero poco, per imporre uno stop.

RESTITUIRE UNA PORZIONE DI UMANITA’ A TANTE PERSONE.
È su questo punto che ha scelto di lanciare la propria sfida WeGlad, una start up torinese che si è posta un obiettivo ambizioso. E che l’ha raccontato all’Atp Village durante un incontro organizzato da Sport Innovation hub. “Dare libertà di movimento vuol dire restituire una porzione di umanità a una grande fetta di persone. Per questo abbiamo scelto Glad, gladiatore, come nome simbolo”, spiega Petru Capatina.
La ricetta è una app (“un navigatore social aperto”, dicono i suoi autori) in grado di mappare ostacoli e difficoltà grazie al contributo dei singoli utenti che, esperienza dopo esperienza, possono arricchire dettagli e commenti sulla cartina. “Una specie di Wikipedia peer to peer, con risolti anche social, per poi arrivare a una vera esperienza di navigazione, da un punto A a un punto B, pianificando un percorso senza ostacoli o barriere architettoniche”.

ANCHE I VIDEOGAME COMBATTONO L’ESCLUSIONE.
Si chiama invece “Novis games” la app che vuole coinvolgere nel mondo del gaming anche le persone ipovedenti. “Stiamo parlando di un mercato dalle potenzialità enormi e con ritmi di crescita incredibili, ma sull’accessibilità c’è ancora molto da fare”, dice Arianna Ortelli, una delle responsabili del progetto.
Nel mondo ci sono 253 milioni di ciechi e ipovedenti, che non possono avere accesso alle attività di gaming. “Ci sono audiolibri, oppure strumenti che però non possono essere utilizzati in maniera autonoma – prosegue – oppure ci sono strumenti dal costo elevatissimo”.
“Ma oltre ai giochi, il nostro portale vuole anche offrire agli utenti la possibilità di creare giochi accessibili, diventando sviluppatori e generando valore, anche con il supporto di altre aziende”.

“UN PROGRESSO UTILE A TUTTI”.
“Siamo per natura interessati alle nuove imprese – commenta Guido Bolatto, segretario della Camera di Commercio di Torino – e sono sicuro che questo tipo di tecnologie potranno essere fruibili non solo dalle persone con disabilità, ma da una platea molto più ampia. Ecco perché progetti di questo genere sono assolutamente interessanti”.
“La tecnologia non solo aiuta, ma salva la vita – aggiunge Patrizia Saccà, atleta e testimonial paralimpica – e poi, anche nello sport, diventano un ausilio prezioso per chi altrimenti non avrebbe determinate possibilità. Sia che si tratti di giocare, sia che si parli di una piscina accessibile da chi si trova su una sedia a rotelle”.
“Come associazione di promozione sociale vogliamo fare orientamento lavorativo per i licei sportivi – spiega Marta Serrano presidente di Sport Innovation Hub – ma così facendo abbiamo incontrato necessità di una filiera come quello dello sport che non esiste. Non è contemplato nei programmi locali e nazionali. Infrastrutture, logistica, ma anche prodotti manifatturieri e servizi. L’inclusione è uno degli ambiti in cui vogliamo intervenire: vogliamo arrivare a creare un hub regionale che porti innovazione nello sport”.

Tratto da Torino Oggi

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