STATUTO DELL’ANPVI

CAPITOLO I

COSTITUZIONE SEDE DURATA E SCOPI

Art. 1) - DENOMINAZIONE E SEDE

-         L'Associazione Nazionale Privi della Vista ed Ipovedenti , organizzazione non lucrativa di utilità sociale – più avanti denominata ANPVI  ONLUS -, eretta in Ente morale con decreto del Presidente della Repubblica n. 126 del 13'02'1981, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 13'04'1981, ed avente sede centrale in Roma, non ha fini di lucro, rappresenta e tutela gli interessi morali e materiali dei privi della vista e degli ipovedenti, ha durata illimitata.

Art.2) - SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE

L’ANPVI  ONLUS si prefigge i seguenti scopi:

  1. promuovere e favorire ogni iniziativa volta a migliorare le condizioni socio economiche, culturali e professionali della categoria che rappresenta facilitandone la piena integrazione sociale;
  2. organizzare e gestire anche direttamente corsi di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale per minorati in particolare visivi;
  3.  intervenire presso gli organi dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e dei vari Enti pubblici per ottenere le provvidenze in favore dei minorati della vista nel campo della istruzione, del lavoro, della sicurezza sociale, della autonomia e mobilità, e della cultura 
  4.  assumere ogni iniziativa presso gli organi legislativi ad ogni livello dello Stato e delle regioni per ottenere una più equa e più concreta legislazione sociale in favore della categoria;
  5.  rappresentare e difendere tutti i diritti ed interessi dei privi della vista ed ipovedenti, siano essi lavoratori o pensionati anche dinanzi a tutti gli organi giurisdizionali;
  6.  istituire all'interno della propria struttura organizzativa uffici di segretariato sociale, al fine di fornire anche in collaborazione con patronati, enti pubblici e privati, assistenza nei campi sociale e sanitario,nonché  ausili tiflotecnici e tiflologici  in favore dei minorati visivi ;
  7.  istituire un centro di documentazione mediante l’informatizzazione delle sedi centrale e periferiche, pubblicare un proprio organo di stampa sia in nero che nella scrittura per non vedenti e registrato su audio, video cassetta e cd nonché diffondere notizie tramite i mas media;
  8.  collaborare con le strutture sanitarie per la profilassi, la prevenzione della cecità e il recupero visivo degli ipovedenti;
  9.  istituire nel proprio ambito un servizio di auto aiuto con preparazione e fornitura di libri registrati e braille; costituendo una adeguata biblioteca;

Art. 2)

 A norma di quanto previsto dalla Sezione II n.10 del D'Lgs. n. 460/97, l'Associazione Nazionale Privi della Vista ed Ipovedenti - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale ANPVI-ONLUS: svolge la propria attività nei settori concernenti compiti e funzioni tassativamente stabiliti nel comma quinquies dell'art. 5 del citato D'Lgs. n. 460/97 e ribadito nell'art. 10 comma 1 (stessa norma)e cioè quelli ai punti a) riguardanti:

  1.  assistenza sociale e sociosanitaria;
  2.  assistenza sanitaria;
  3.  beneficenza;
  4.  istruzione;
  5.  formazione;
  6.  sport dilettantistico;
  7. tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 10 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica settembre 1963, n. 1409;
  8.  tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
  9.  promozione della cultura e dell'arte;
  10.  tutela dei diritti civili;
  11.  ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidate ad università, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalità da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400.

CAPITOLO II

DEI SOCI

Art. 3) – Categorie di soci

I soci dell’associazione si distinguono in soci effettivi e soci sostenitori.

Sono soci effettivi

  1. i cittadini che risultino affetti da cecità assoluta o parziale,  non che gli ipovedenti;
  2. i cittadini che manifestino la volontà di collaborare con gli organi associativi dell'Ente per la soluzione dei problemi sia del sodalizio che della categoria in  particolare se affetti da altre disabilita;

sono soci sostenitori, i cittadini che sostengono economicamente l'Associazione stessa.

Art. 4) - AMMISSIONE DEI SOCI

I soci vengono ammessi all’ANPVI ONLUS con delibera del Consiglio della sezione Provinciale e Comprensoriale  su domanda del richiedente che dovrà presentare o fornire la documentazione e le informazioni previste dal regolamento generale. 

Art. 5) - PERDITA DELLA QUALITA’ DI SOCIO

La qualità di socio si perde:

  1. per dimissioni volontarie;
  2. per radiazione per morosità;
  3. per espulsione.

Le dimissioni devono essere accettate dal Consiglio della sezione Provinciale e  Comprensoriale di competenza;

la radiazione per morosità  viene deliberata dal Consiglio della sezione Provinciale e Comprensoriale, che può riammetterlo su domanda del socio radiato;

l’espulsione è deliberata dal Consiglio Nazionale che può riammettere  il socio espulso se sono venuti meno i motivi della sanzione.

Art. 6) - DIRITTI DEI SOCI.

i soci effettivi hanno diritto alle prestazioni offerte dall’associazione ed a partecipare alla vita associativa.

I soci effettivi che hanno raggiunto la maggiore età hanno il diritto di elettorato attivo e passivo, con esclusione per i soci vedenti dalla carica di Presidente Nazionale, Provinciale e   Comprensoriale;

per i soci minorenni hanno diritto di voto gli esercenti la potestà genitoriale. 

Art. 7) – DOVERI DEI SOCI.

Tutti i soci hanno il dovere di osservare lo statuto sociale ed il regolamento generale dell’ente, nonché le deliberazioni degli organi dell’associazione.

I soci hanno inoltre l’obbligo di corrispondere la quota sociale annua stabilità dal Consiglio Nazionale dell'Associazione.

CAPITOLO III

ORGANIZZAZIONE ED ORGANI

Art. 8) – organizzazione -

L’organizzazione associativa si suddivide in Nazionale, Regionale, Provinciale e  Comprensoriale;

le sezioni comprensoriali vengono costituite sul territorio di più comuni, riducendo in modo corrispondente il territorio della provincia su cui insistono.

Gli organi dell’ associazione sono: 

a)       il Congresso Nazionale;

b)       il Consiglio Nazionale;

c)       il Comitato Direttivo Nazionale; 

d)       il Presidente Nazionale;

e)       il Collegio Centrale dei Sindaci revisori;

f)         il Collegio Nazionale dei probiviri;

g)       il Coordinatore Regionale;

h)       l’assemblea Provinciale e Comprensoriale dei soci;

i)         il Consiglio della sezione Provinciale e  Comprensoriale;

j)         il Presidente della sezione Provinciale e Comprensoriale;

k)       il rappresentante comunale.  

CAPITOLO IV

DEL CONGRESSO NAZIONALE

Art.9) - COMPOSIZIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE

Il Congresso Nazionale è il massimo organo deliberante dell'Associazione ed è composto dai Consiglieri nazionali, dai Coordinatori regionali, dai Presidenti o Commissari delle sezioni Provinciali o comprensoriali  e dai delegati eletti dalle assemblee Provinciali o comprensoriali.

Art. 10) - CONVOCAZIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE

Il Congresso e' convocato dal Presidente Nazionale che, sentito il Comitato Direttivo Nazionale, ne fissa il luogo, la data e l'ordine del giorno.

Il congresso Nazionale si riunisce in via ordinaria ogni 4 anni e in via straordinaria:

a) ogni qualvolta il Presidente Nazionale, il Consiglio Nazionale e il Comitato Direttivo Nazionale lo ritengano opportuno;

b) su richiesta scritta di un quinto dei soci.

L'avviso di convocazione deve essere inviato dal Presidente a mezzo lettera ai Consiglieri Nazionali, ai Coordinatori regionali e ai Presidenti o Commissari Provinciali o comprensoriali, almeno 90 giorni prima del congresso;  per consentire la convocazione delle assemblee delle sezioni Provinciali  o comprensoriali per l’elezione dei delegati che devono essere riunite almeno 15 giorni prima del congresso stesso;

la convocazione   deve contenere l’indicazione del luogo, della data, dell’ora sia in prima che in seconda convocazione, fissata almeno un’ora dopo la prima,  e l'ordine del giorno dei lavori congressuali.

Art. 11) - COMPETENZE DEL CONGRESSO NAZIONALE

Il congresso Nazionale:

1. elegge, a scrutinio palese,  tra i congressisti il Presidente e due vice presidenti del congresso stesso, nonché 5 Questori, per l’ordine del congresso, e 5 scrutatori, di cui due non vedenti, per la verifica delle votazioni palesi e per le elezioni degli organi.

2. elegge, a scrutinio segreto:

a) il  Consiglio Nazionale;

b) il Collegio centrale dei Sindaci revisori;

c) il Collegio Nazionale dei Probiviri;

3. approva la relazione morale e finanziaria presentata dal Consiglio Nazionale;

4. approva le modifiche allo Statuto sociale

5. approva il programma associativo e stabilisce l'indirizzo di politica associativa;

6. delibera lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione dei beni.

CAPITOLO V

DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Art. 12) - COMPOSIZIONE E DURATA DEL CONSIGLIO NAZIONALE

 Il Consiglio Nazionale è composto da 20 membri ;  Dura in carica 4 anni e i suoi componenti sono rieleggibili. .

In caso di dimissioni, di morte o di decadenza per qualsiasi causa di un consigliere Nazionale, lo stesso può venir sostituito per cooptazione da parte del Consiglio Nazionale.  

Art. 13) - CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE –

 Il Consiglio Nazionale è convocato e presieduto dal Presidente Nazionale che ne fissa il luogo, la data, l’ora in prima convocazione ed in seconda almeno  un’ora dopo la prima, e l'ordine del giorno.

Si riunisce in via ordinaria due volte all’anno, ed in via straordinaria:

a)       ogni qualvolta il Presidente Nazionale o  il Comitato Direttivo Nazionale, lo ritengano opportuno;

b)       su richiesta scritta di almeno un terzo dei suoi componenti;

c)       su richiesta scritta del Collegio Centrale dei Sindaci Revisori  per questioni relative all’amministrazione

L'avviso di convocazione deve essere inviato almeno 10 giorni prima della riunione del Consiglio Nazionale ordinario, o almeno 48 ore prima della riunione consiliare straordinaria. 

Art. 14) - COMPETENZE DEL CONSIGLIO NAZIONALE

 Il Consiglio Nazionale elegge, a scrutinio segreto, il Presidente Nazionale ed individualmente gli altri componenti del Comitato Direttivo Nazionale e cioè:

1)il Vice Presidente Nazionale vicario, che sostituisce il Presidente Nazionale in caso di sua temporanea assenza o impedimento;

2. un altro vice Presidente;

3) il responsabile Nazionale dell’organizzazione;

4)il segretario del Consiglio Nazionale

Il Consiglio Nazionale inoltre:

a)       delibera la costituzione e la soppressione delle sezioni Provinciali e comprensoriali;

b)  annulla le deliberazioni adottate dai Coordinatori regionali, e in seconda istanza quelle dei commissari Provinciali e comprensoriali e dei presidenti Provinciali e comprensoriali ,quando tali deliberazioni sono ritenute in contrasto con le norme di legge, dello statuto e del regolamento;

c)       delibera l’acquisto e la vendita di beni immobili dell’associazione;

d)       delibera l’accettazione di eredità, legati o donazioni quando sono rappresentati da beni immobili;

e)       delibera l’accensione di mutui ipotecari su beni immobili dell’associazione;

f)         delibera la richiesta di finanziamenti o l’apertura di fidi  o scoperture bancarie in favore dell’associazione;

g)       approva il conto consuntivo e il bilancio preventivo della sede centrale e di quelli dei coordinatori regionali e delle sezioni Provinciali e comprensoriali;

h)       presenta al congresso Nazionale la relazione morale e finanziaria dell’associazione;

i)         propone al congresso Nazionale le modifiche dello statuto ;

j)         delibera le modifiche dello Statuto sociale quando esse vengano richieste dalle autorità governative o dalla legge;

k)       approva il regolamento generale dell’associazione;

l)         approva il regolamento amministrativo e contabile dell’associazione;

m)     delibera sui reclami formulati da soci e dirigenti avverso i provvedimenti adottati dai Coordinatori regionali;

n)       tratta ogni questione di interesse associativo nel campo dei problemi assistenziali, previdenziali, organizzativi,  di promozione sociale;

o)       delibera la decadenza dei consiglieri nazionali che non partecipano a due riunioni consecutive del Consiglio senza giustificato motivo;

p)       delibera la cooptazione dei consiglieri nazionali in caso di vacanza;

q)       delibera l’espulsione dei soci e la riammissione dei soci espulsi;

r)        ratifica le delibere di competenza del Consiglio Nazionale approvate dal Comitato Direttivo Nazionale in via d’urgenza.

CAPITOLO VI

DEL PRESIDENTE NAZIONALE

Art. 15) - POTERI E COMPITI DEL PRESIDENTE NAZIONALE

 Il Presidente Nazionale, resta in carica 4 anni e può essere rieletto.

Il Presidente Nazionale:

a) è il legale rappresentante dell’ANPVI ONLUS;

b)       Promuove, su delibera del Comitato Direttivo Nazionale, i giudizi per conto dell’associazione resiste nei giudizi promossi contro la stessa;

c) firma gli assegni di conto corrente bancario e postale ed ogni altro atto e  documento  bancario e  contabile, nonché la corrispondenza della sede centrale;

d) autorizza i responsabili delle sedi periferiche ad accendere conti correnti postali e bancari in nome e per conto dell'Associazione;

e) delibera in via d'urgenza, salvo ratifica del Comitato Direttivo Nazionale, su oggetti di competenza di quest’ultimo;

g) redige e sottoscrive i verbali delle riunioni del Comitato Direttivo Nazionale e del Consiglio Nazionale;

 h) convoca e presiede il Comitato Direttivo Nazionale e  il Consiglio Nazionale;

i) convoca il congresso Nazionale;

l) partecipa di diritto alle riunioni delle assemblee e dei consigli

Provinciali e comprensoriali.

Tutte le deliberazioni adottate dal Presidente Nazionale sono immediatamente esecutive. 

CAPITOLO VII

DEL COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE

Art. 16) - DEL COMITATO direttivo NAZIONALE  e sue competenze

 Il Comitato Direttivo Nazionale, composto secondo quanto previsto dal precedente art. 14 comma 1 resta in carica 4 anni ed  i suoi componenti sono rieleggibili;  si riunisce almeno una volta al mese.

Il Comitato Direttivo Nazionale, è convocato e presieduto dal Presidente Nazionale ed ha le seguenti funzioni:

a) gestisce l’ordinaria amministrazione dell’associazione;

b)cura l'esecuzione dei deliberati del Congresso Nazionale e del Consiglio Nazionale;

c)       delibera di agire giudizialmente in nome e per conto dell’associazione dandone mandato al Presidente Nazionale;

d)       dirige e sorveglia l'attività dell'Associazione e controlla  le strutture periferiche 

e)       elabora i bilanci preventivi e consuntivi degli organi centrali che sottopone all'approvazione del Consiglio Nazionale unitamente alla relazione illustrativa;

f)         presenta al Consiglio Nazionale apposita relazione accompagnata ai bilanci preventivi e consuntivi relativi ai coordinatori regionali ed alle sezioni Provinciali e comprensoriali;

g)       Nomina e revoca i coordinatori regionali   in caso di irregolarità amministrative ed organizzative

h)        Scioglie in caso di urgenza e gravità i consigli delle sezioni Provinciali e comprensoriali in caso di irregolarità amministrative ed organizzative in difformità da quanto previsto dal successivo art 21 lettera j;

i)         Nomina e revoca in caso di urgenza e gravità i commissari delle sezioni Provinciali in difformità da quanto previsto dal successivo art 21 lettera k ;

j)         Istituisce commissioni o comitati per particolari iniziative o attività, approvando i relativi regolamenti e funzioni, nonché nominandone i responsabili;

k)       Assume e licenzia i dipendenti ed i collaboratori della sede centrale;

l)         Autorizza l’assunzione ed il licenziamento dei dipendenti ed i collaboratori delle sedi periferiche;

m)     Delibera l’acquisto di autovetture o di altri beni mobili registrati ed autorizza l’acquisto e la vendita di tali beni e di altri che abbiano un considerevole valore, da parte delle strutture periferiche;

n)       Delibera l’apertura e la chiusura di conti correnti postali e bancari intestati alla sede centrale dell’associazione

o)       Ratifica le delibere del Presidente Nazionale adottate  in via d’urgenza su materia di competenza del Comitato Direttivo Nazionale.

Art.17) – DEL RESPONSABILE NAZIONALE DELL’ORGANIZZAZIONE E DEL SEGRETARIO DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Il responsabile Nazionale dell’organizzazione  controlla ed ispeziona le strutture periferiche al fine di accertare eventuali irregolarità amministrative ed organizzative, riferendo  al Presidente  Nazionale, al Comitato Direttivo Nazionale e al collegio centrale dei sindaci revisori per gli eventuali provvedimenti di competenza;

collabora con il Presidente su tutte le questioni  concernenti l’organizzazione associativa.

Il segretario del Consiglio Nazionale collabora con il Presidente nel coordinare i lavori del Consiglio Nazionale e del Comitato Direttivo Nazionale;

collabora  inoltre con il Presidente Nazionale nella redazione dei verbali delle riunioni e nella tenuta dei documenti degli organi.

CAPITOLO VIII

DEL COLLEGIO CENTRALE DEI SINDACI REVISORI

Art. 18) - COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO CENTRALE DEI SINDACI REVISORI

 Il Collegio Centrale dei Sindaci Revisori è composto da cinque membri effettivi e due supplenti; tre effettivi e due supplenti sono eletti dal Congresso Nazionale e due effettivi sono nominati dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e del Ministero del Tesoro (Ragioneria generale dello Stato) ai sensi dell'art. 1 comma III della L. 14'02'1987 n. 40.

I membri del collegio dei sindaci revisori eletti dal congresso durano in carica 4 anni e sono rieleggibili.

Art.19) - COMPETENZE DEL COLLEGIO CENTRALE DEI SINDACI REVISORI

Il Collegio centrale dei Sindaci Revisori:

a)elegge il proprio Presidente tra i componenti effettivi eletti dal Congresso Nazionale;

b) ispeziona, tramite il suo Presidente o un Sindaco da lui delegato, i libri contabili, la documentazione, nonché lo stato di cassa della sede centrale;

c)esamina ed esprime parere sul conto consuntivo e sul bilancio preventivo della sede centrale;

d) esamina ed esprime parere sui bilanci dei coordinatori regionali e delle sezioni Provinciali  da sottoporre alla ratifica del Consiglio Nazionale;

Il Collegio centrale dei Sindaci Revisori è presieduto e convocato dal suo Presidente;si riunisce almeno due volte all’anno, normalmente presso la sede centrale dell’associazione

la convocazione, con l’ordine del giorno, il giorno e l’ora  della riunione viene inviata ai sindaci effettivi ed al Presidente Nazionale, per posta ed in caso di urgenza anche per via telefonica.  

In caso di vacanza di un sindaco effettivo eletto dal congresso per qualunque motivo, subentra uno dei supplenti.

CAPITOLO IX

DEL COLLEGIO NAZIONALE DEI PROBIVIRI E DELLE SANZIONI DISCIPLINARI

Art.20) - COMPOSIZIONE e competenze DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

 Il Collegio dei Probiviri viene eletto dal Congresso Nazionale ed è composto da tre membri effettivi e due supplenti scelti tra i congressisti; dura in carica quattro anni e i suoi componenti sono rieleggibili.

In caso di vacanza per qualunque motivo di uno dei probiviri effettivi subentra uno dei supplenti.

il collegio è convocato e presieduto dal suo Presidente;

Il Collegio dei Probiviri:

a) elegge il suo Presidente, tra i membri effettivi;

b) decide in via definitiva sui ricorsi proposti dai soci, avverso i provvedimenti disciplinari adottati dai Consigli Provinciali e comprensoriale  e dal Consiglio Nazionale.

 Le sanzioni disciplinari che possono essere irrogate ai soci sono:

a)       la censura, per lievi violazioni dello statuto, del regolamento o delle delibere degli organi associativi, nonché per comportamenti lievemente lesivi dell’associazione e di altri soci, di competenza dei consigli Provinciali o comprensoriali;

b)       la sospensione da socio per un tempo  massimo di sei mesi, per le violazioni previste dalla lettera a quando assumano una rilevante gravità, di competenza del Consiglio Nazionale.

c)       Espulsione da socio per Gravissime violazioni della legge, dello statuto, del regolamento  o dei deliberati degli organi, nonché in caso di recidiva per le violazioni della lettera b), di competenza del Consiglio Nazionale.

CAPITOLO X

DEL COORDINATORE REGIONALE

Art. 21) – MODALITA’ DI NOMINA e competenze DEL COORDINATORE regionale.

 Il Coordinatore Regionale, è scelto e nominato dal Comitato Direttivo Nazionale sentiti i Presidenti delle sezioni Provinciale e Comprensoriali della Regione.

Il coordinatore Regionale può nominare uno o due vice coordinatori che collaborano con lui nella gestione degli affari regionali, e che  lo sostituiscono in caso  di assenza o impedimento

Il coordinatore  Regionale:

a)       rappresenta l'Associazione a livello Regionale e come tale tutela gli interessi morali e materiali dei minorati della vista residenti nella regione;

b)       nomina o designa i rappresentanti regionali presso organi, commissioni, comitati  od altri consessi pubblici e privati operanti nella regione;

c)       esercita nei confronti delle sezioni Provinciali e Comprensoriali, tutti i poteri che le norme statutarie e regolamentari conferiscono al Collegio Centrale dei Sindaci Revisori verso gli organi nazionali, tra cui l’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo delle sezioni Provinciali medesime;

d)       gestisce l’ordinaria amministrazione a livello regionale;

e)       firma gli assegni e gli atti amministrativi e la corrispondenza della sede Regionale e dirige tutti i servizi associativi a carattere Regionale;

f)         mantiene su delibera del Presidente Nazionale la titolarità dei conti correnti postali e bancari intestati alla sede regionale;

g)       partecipa di diritto a tutte le riunioni dei consigli Provinciali di cui può anche chiedere la convocazione;

h)       approva i bilanci della sede Regionale che deve sottoporre alla ratifica del Consiglio Nazionale;

i)         ha facoltà di proporre al Consiglio Nazionale la costituzione o la soppressione delle sezioni Provinciali e Comprensoriali della sua regione;

j)         può sciogliere i consigli Provinciali e comprensoriali della sua regione  in presenza di gravi violazioni delle norme statutarie e di gravi irregolarità amministrative e contabili salva ratifica del  Comitato Direttivo Nazionale,

k)          nomina di norma i  Commissari straordinari delle sezioni Provinciali e Comprensoriali salva ratifica del Comitato Direttivo Nazionale;

l)         ha l'obbligo di chiedere al Comitato Direttivo Nazionale l'autorizzazione per acquistare o vendere beni mobili di rilevante valore di proprietà dell'Associazione;

m)     decide in prima istanza sui ricorsi proposti dai soci e dai dirigenti Provinciali avverso le deliberazioni adottate dai consigli Provinciale e  comprensoriali, tranne che in materia disciplinare ;

n)       Assume e licenzia il personale dipendente ed i collaboratori della sede Regionale previa autorizzazione del Comitato Direttivo Nazionale;

o)       gestisce i contributi erogati dalla regione all’associazione e li distribuisce tra le sezioni Provinciali di competenza;

p)       autorizza le sezioni Provinciali l’istituzione delle rappresentanze intercomunali.

La sede legale del coordinatore Regionale è normalmente la sede della sezione Provinciale e Comprensoriale del capoluogo della regione; la sede Regionale tuttavia può aver luogo in altro ufficio su delibera del Comitato Direttivo Nazionale.

CAPITOLO XI

DELLA SEZIONE PROVINCIALE E COMPRENSORIALE

Art. 22) - COMPOSIZIONE E CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA  PROVINCIALE E COMPRENSORIALE DEI SOCI

 L’assemblea Provinciale e Comprensoriale è composta da tutti i soci regolarmente iscritti alla sezione Provinciale e Comprensoriale. Esso è convocato e normalmente presieduto dal Presidente Provinciale e Comprensoriale che ne fissa il luogo la data, l’ora della prima e della seconda convocazione,  e l'ordine del giorno dei lavori. Il relativo avviso deve essere inviato dal Presidente Provinciale e Comprensoriale a tutti i soci, al Coordinatore Regionale al Presidente Nazionale a mezzo lettera almeno 15 giorni prima della riunione.

Il mancato invio dell’ avviso di convocazione dell’ assemblea al coordinatore Regionale e al Presidente Nazionale rende nulla l’assemblea stessa;

Il Presidente Provinciale e Comprensoriale ha facoltà di invitare anche persone estranee alla categoria come ospiti e come osservatori.

L’assemblea Provinciale e Comprensoriale si riunisce in via ordinaria ogni 4 anni e in v via straordinaria :

a) nel caso di dimissioni rassegnate dalla maggioranza del Consiglio Provinciale e Comprensoriale, nel qual caso viene nominato un commissario straordinario;

b) nel caso che un quinto dei soci effettivi ne faccia richiesta scritta;

c) tutte le volte che il Presidente Provinciale e Comprensoriale e relativo Consiglio lo ritengano opportuno;

d) su richiesta scritta del Coordinatore Regionale e del Presidente Nazionale.

Possono partecipare all’assemblea  Provinciale e Comprensoriale tutti i soci della relativa sezione, ma con diritto di voto soltanto per quei soci che abbiano rinnovato la tessera associativa almeno 5 giorni prima della riunione.

Art. 23) - COMPETENZE DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE E COMPRENSORIALE DEI SOCI

 L’assemblea Provinciale e Comprensoriale dei soci:

a)       elegge a scrutinio palese due Questori vedenti e 5 scrutatori di cui 3 vedenti;

b)       approva la relazione morale e finanziaria presentata dal Consiglio Provinciale e Comprensoriale ;

c)       elegge  a scrutinio segreto il Consiglio Provinciale e Comprensoriale ed i delegati al congresso Nazionale;

d)       approva la relazione morale ed il programma di attività a livello Provinciale e Comprensoriale.

Art.24) - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO della sezione PROVINCIALE E COMPRENSORIALE

Il Consiglio Provinciale e Comprensoriale    è composto da un numero di soci tra 5 e 9 membri, a secondo del numero dei soci scelti fra quest’ ultimi; è eletto dall’ assemblea Provinciale e  Comprensoriale e dura in carica 4 anni e i suoi membri possono essere rieletti.

Il numero esatto dei membri del Consiglio è stabilito dall’assemblea Provinciale e Comprensoriale prima dell’inizio delle operazioni di voto.

Art. 25) - CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE E   COMPRENSORIALE

Il Consiglio Provinciale e Comprensoriale è convocato e presieduto dal Presidente Provinciale e Comprensoriale che ne fissa il luogo, la data e l'ordine del giorno. Si riunisce in via ordinaria ogni 3 mesi e in via straordinaria :

a) ogni qualvolta il Presidente Provinciale e  Comprensoriale lo ritenga opportuno;

b) su richiesta scritta di almeno un terzo dei suoi componenti;

c) su richiesta scritta del Coordinatore Regionale e del Presidente Nazionale.

La convocazione avviene per lettera, telefax o E-mail di norma almeno 10 giorni prima, anche telefonicamente almeno 2 giorni prima, in caso di urgenza,

l’invito va inviato anche al Coordinatore Regionale e al Presidente Nazionale pena la nullità della riunione consiliare e dei suoi deliberati.

Art.26) - COMPETENZE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE E COMPRENSORIALE

 Il Consiglio Provinciale e Comprensoriale:

a)       elegge il suo Presidente che deve essere un socio effettivo privo di vista o ipovedente; un Vice Presidente che sostituisce il Presidente Provinciale e Comprensoriale in caso di temporanea assenza o impedimento e che assume le funzioni; un segretario, possibilmente vedente, che coordina i lavori consiliari e che con i titolari dei due precedenti incarichi costituiscono insieme l'Ufficio di Presidenza; e l’ economo per la cura e la contabilità del patrimonio della sezione

b)       gestisce l’ordinaria amministrazione a livello Provinciale e Comprensoriale ed ha l'obbligo di chiedere al Comitato Direttivo Nazionale l'autorizzazione per acquistare o vendere beni mobili di rilevante valore di proprietà dell'Associazione;

c)       nomina e licenzia il personale dipendente ed i collaboratori della sezione Provinciale  e Comprensoriale previa autorizzazione della Presidenza Nazionale;

d)        istituisce le rappresentanze comunali e delibera il loro scioglimento in presenza di gravi violazioni delle norme statutarie e di gravi irregolarità amministrative e contabili, previa autorizzazione del coordinatore Regionale;

e)       approva il bilancio di previsione ed il conto consuntivo Provinciali ,con annessa relazione morale e finanziaria;

f)         istituisce e gestisce gli uffici di segretariato sociale, circoli culturali, ricreativi e di promozione sociale;

g)       apre, su autorizzazione del Presidente Nazionale, conti correnti postali e bancari per la gestione finanziaria della sezione Provinciale e Comprensoriale;

h)       tratta le questioni riguardanti la categoria nell'ambito della Provincia e del comprensorio.

i)         Provvede a trasmettere al Coordinamento Regionale e alla sede centrale il 20% dei proventi introitati dalla sezione Provinciale e Comprensoriale di cui al successivo articolo 31. 

CAPITOLO XII

DEL PRESIDENTE DELLA SEZIONE PROVINCIALE E COMPRENSORIALE

Art.27) - POTERI E COMPITI DEL PRESIDENTE PROVINCIALE E COMPRENSORIALE

 Il Presidente Provinciale e Comprensoriale:

a)       è il rappresentante legale della sezione

b)        dà esecuzione ai deliberati degli organi nazionali, regionali e Provinciali;

c)       delibera, in via d'urgenza, e salva ratifica da parte del Consiglio Provinciale e Comprensoriale, su oggetti di competenza di quest’ultimo;

d)       predispone il bilancio consuntivo e il conto preventivo della sezione da sottoporre all’approvazione del Consiglio Provinciale e Comprensoriale;

e)       apre, previa autorizzazione del Presidente Nazionale conti correnti bancari e postali;

f)         firma gli assegni, gli atti e la corrispondenza della sezione Provinciale e Comprensoriale.

Art.28) –rappresentanza comunale.

 Il Consiglio della sezione Provinciale e Comprensoriale, su autorizzazione del Coordinatore Regionale può istituire, in comuni o gruppi di comuni, una rappresentanza  comunale quando sussistano le seguenti condizioni:

a)       un certo numero di privi della vista ed ipovedenti;

b)       un ufficio ove sistemare la sede della rappresentanza;

c)       una capacità organizzativa;

d)       entrate sufficienti per lo svolgimento delle attività e delle iniziative della rappresentanza.

Il Consiglio della sezione Provinciale e Comprensoriale nomina il rappresentante che può venir indicato in una assemblea di soci interessati.

Le rappresentanze comunali dipendono amministrativamente dalla sezione Provinciale e Comprensoriale;

Il rappresentante comunale:

a)       rappresenta  la struttura;

b)       gestisce l’ordinaria amministrazione della struttura;

c)       predispone il bilancio della rappresentanza che fa parte integrante del bilancio sezionale;

d)       gestisce un fondo cassa la cui entità viene fissata dal Consiglio della sezione Provinciale e Comprensoriale, anche a mezzo di un conto corrente bancario su autorizzazione del Presidente Nazionale;

e)       firma gli assegni, gli atti contabili e la corrispondenza della rappresentanza.;

f)         convoca e presiede l’assemblea dei soci della rappresentanza quando lo ritiene opportuno o su richiesta del coordinatore Regionale e del Presidente Provinciale e Comprensoriale.

CAPITOLO XIII

DEL PATRIMONIO E DEI PROVENTI

Art.29) – Il PATRIMONIO DELL'ASSOCIAZIONE

Il patrimonio dell'Associazione è unico ed è amministrato dal Consiglio Nazionale, dal Comitato Direttivo Nazionale, dai Coordinatori regionali e dai consigli delle sezioni Provinciali e Comprensoriali; secondo le rispettive competenze ed entro i limiti stabiliti dal presente Statuto.

 Il patrimonio dell'Associazione è costituito dagli immobili, dai mobili, dagli impianti  ed dalle attrezzature, dagli arredi degli uffici centrali e periferici, dai titoli di credito, nonché dagli avanzi di gestione accertati.

Art.30)PROVENTI DELL’ASSOCIAZIONE

l'Associazione si avvale dei seguenti proventi:

a)       rendite del patrimonio;

b)       quote e contributi associativi;

c)       donazioni ed oblazioni;

d)       contributi dello Stato, delle Regioni, delle Amministrazioni Provinciali e comunali, degli enti pubblici e privati;

e)       proventi derivanti da iniziative di autofinanziamento.

f)         ogni altro provento riconosciuto per legge.

Art.31) - ESERCIZIO FINANZIARIO E BILANCI.

 L'esercizio finanziario coincide con l'anno solare.

La sede centrale e tutte le sedi periferiche alla fine di ogni anno finanziario, devono procedere alla compilazione del conto consuntivo che  per la sede centrale si compone dei seguenti elaborati:

a)       rendiconto finanziario;

b)        situazione patrimoniale;

c)        relazione del Collegio dei Sindaci Revisori;

d)        relazione illustrativa.

Entro il 15 Marzo di ogni anno, il Consiglio Nazionale deve approvare il conto consuntivo per l’esercizio precedente sia della sede centrale che delle strutture periferiche, ed entro il 20 dicembre  il bilancio preventivo per l’esercizio successivo.

La gestione amministrativa si svolge a mezzo di un conto bancario presso un istituto di credito che svolge funzioni di cassiere;

conti correnti transitori e relativi a particolari servizi sono ammessi con delibera del Consiglio Nazionale. 

Art.32) – responsabilità degli amministratori.

 Tutti i dirigenti dell’associazione rispondono in proprio degli impegni assunti senza le autorizzazioni previste dal presente statuto.

I terzi, istituti di credito, aziende e privati,  non possono agire contro l’ANPVI ONLUS  se non abbiano preventivamente accertato l’esistenza delle autorizzazioni prescritte.

Art. 33) CASI DI INCOMPATIBILITÀ

La carica di Presidente Nazionale è incompatibile con ogni altra carica associativa.

La carica di sindaco revisore e di proboviro  è incompatibile con ogni altra carica associativa;

la carica di coordinatore Regionale è incompatibile con la carica di Presidente o consigliere Provinciale e Comprensoriale e di rappresentante comunale;

tutte le cariche associative e la qualità di socio, sono incompatibili con ruoli dirigenziali di qualunque grado o rilievo di altre associazioni di organizzazioni che siano, su giudizio del Consiglio Nazionale, in concorrenza con l’anpvi onlus o in contrasto con i suoi principi fondamentali;

la concorrenza e la incompatibilità viene stabilita dal Consiglio Nazionale;

nel caso che si verifichi una situazione di incompatibilità il dirigente associativo deve optare, entro 10 giorni, per una delle cariche tra loro incompatibili, pena la decadenza da tutte le cariche.

Tutti i soci che abbiano rapporto di impiego o di subordinazione con l’associazione non possono ricoprire cariche sociali.

Art. 34) ELEZIONI E VOTAZIONI.

Tutte le elezioni degli organi devono aver luogo a scrutinio segreto;

le altre votazioni hanno luogo a scrutinio palese, tranne che si tratti di questioni personali o disciplinari.

Per la validità di tutte le votazioni  è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti l’organo;

è eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti;

è approvata la delibera che ha ottenuto la maggioranza di voti 

in caso di parità di voti la delibera si intende respinta;

in caso di elezioni a parità di voti, viene eletto  il candidato più anziano di iscrizione ed in subordine di età.

Il regolamento Elettorale per l’elezione di tutti gli organi è deliberato dal Consiglio Nazionale.

Art. 35) CARICHE SOCIALI E INDENNITA’VARIE –

 Le cariche associative sono onorifiche e gratuite, tuttavia, ai componenti degli organi elettivi, di controllo e ai membri del Collegio dei probiviri, che partecipino regolarmente alle riunioni dei rispettivi organi, può essere corrisposto un gettone di presenza, la cui misura e le cui modalità vengono stabilite dal Consiglio Nazionale.

Salvo quanto previsto dal decreto legislativo 460/97 ai dirigenti può venir riconosciuta una indennità di rappresentanza ed il rimborso delle spese sostenute per le missioni fuori sede, le cui misure e le cui modalità vengono stabilite dagli organi di cui essi fanno parte e in base alle disponibilità finanziarie degli stessi.

Art. 36) Norme applicabili.

 Oltre al presente statuto sociale si applicano:

a)       il regolamento generale ed elettorale che integra lo statuto ed è approvato dal Consiglio Nazionale.

b)       Il regolamento amministrativo e contabile, anch’esso approvato dal Consiglio Nazionale,  che disciplina il patrimonio, l’amministrazione e la contabilità dell’associazione;

c)       Il codice civile;

d)       Il decreto legislativo 460/97 in particolare  le seguenti disposizioni:

1) l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;

2) il divieto di svolgere attività diverse a quelle menzionate alla lettera ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse;

3) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

4) l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

5) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;

6) l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;

7) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;

8) l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione organizzazione non lucrativa di utilità sociale o dell'acronimo ONLUS.

Art. 37) - GESTIONE STRAORDINARIA DELL'ASSOCIAZIONE

In caso di dimissioni della metà dei consiglieri nazionali  la gestione viene assunta dal Comitato Direttivo Nazionale in carica che deve convocare il congresso Nazionale entro 6 mesi.

In caso di dimissioni presentate da tutto il Consiglio Nazionale, questo si considera decaduto a tutti gli effetti. La rappresentanza legale dell'Associazione viene assunta dal Commissario Nazionale che  verrà eletto fra i Coordinatori regionali in una riunione straordinaria degli stessi e che esercita

tutte le funzioni che Statuto e Regolamenti conferiscono agli organi centrali, fino all'insediamento del nuovo Consiglio Nazionale legittimamente eletto dal relativo Congresso

Art. 38- SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE  e devoluzione dei beni -

 Lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio sociale è deliberato dal Congresso Nazionale con la presenza almeno della maggioranza dei congressisti e la maggioranza dei votanti.

Le modifiche allo Statuto sociale e all'Atto costitutivo sono deliberate dal Congresso Nazionale con la presenza di almeno la metà più uno dei congressisti e sono approvate con la maggioranza assoluta dei votanti.

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